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Oscar 2019, occhio agli outsider

Sfida aperta tra “Green Book” di Peter Farrelly e “Roma” di Alfonso Cuarón per miglior film, quasi certa la statuetta a Lady Gaga e Bradley Cooper per la colonna sonora di “A Star is Born”

Domenica a Los Angeles avverrà l’annuale consegna delle statuette più ambite dell’intero panorama cinematografico e come ogni anno il pronostico, ad eccezione della categoria Miglior film straniero, saldamente nelle mani di Roma pellicola del messicano Alfonso Cuarón, si presenta molto aperto. Il maggior numero di candidature sono spettate oltre al già citato Roma, a La Favorita di Yorgos Lanthimos (dieci candidature a testa), seguite a quota otto da A Star is Born e Vice – L’uomo nell’ombra.

Se la bella pellicola con Lady Gaga e Bradley Cooper sembra alla vigilia della competizione poter svettare solo nella categoria Migliore canzone, grazie alla struggente Shallow, diverse prospettive si aprono per gli altri titoli. Christian Bale grazie all’interpretazione del politico americano Dick Cheney in Vice, dovrebbe essere insidiato nella corsa al premio di Miglior attore solo dalla commovente interpretazione che Rami Malek ci ha fornito dell’icona rock e frontman dei Queen, Freddie Mercury.

Al femminile la lotta potrebbe essere a tre: in pole position dovrebbe esserci Glenn Close (detentrice del poco invidiabile record di sette candidature agli Oscar senza l’assegnazione di un premio) magnifica nel ruolo di moglie dell’immaginario premio Nobel per la letteratura Joe Castleman, nella pellicola The Wife – Vivere nell’ombra. A breve distanza seguono le candidature di Olivia Colman, ovvero la Regina Anna di Gran Bretagna in La favorita, e la già citata pop star Lady Gaga nel ruolo della giovane cantante emergente Ally Campana per A Star is Born.

Nella categoria Miglior regista ha fatto fin qui incetta di premi Alfonso Cuarón (già insignito della statuetta nel 2014 per Gravity), che minaccia seriamente di potersi affermare anche nella serata glamour di Los Angeles. Dovrebbe infatti spuntarla su Spike Lee (BlacKKKlansman), alla sua prima candidatura all’Oscar per miglior regia, e Yorgos Lanthimos di La favorita, pellicola in odore di vincere probabilmente il premio per i Migliori costumi.

E veniamo infine al verdetto più atteso della serata: quello per il Miglior film. Delle otto pellicole in competizione per questo premio è difficile immaginare una vittoria per Bohemian Rapsody, A Star is Born, Vice, BlacKKKlansman e Black Panther, il grande successo questi lavori lo hanno già ottenuto presso i botteghini di tutto il mondo. Pertanto chi rimane? La favorita pluricandidata, ma soprattutto Green Book di Peter Farrelly e la produzione Netflix Roma di Cuarón. Il primo ha come protagonisti Viggo Mortensen e Mahershala Ali, ma soprattutto il tema, sempre molto apprezzato dalla giuria degli Oscar, del razzismo: il film tratta dell’amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista afroamericano nell’America negli anni sessanta.

Dall’altra parte c’è Roma, pellicola che segue le vicende di una famiglia messicana negli anni settanta: il titolo si riferisce al quartiere residenziale di Colonia Roma di Città del Messico. Il film però potrebbe risentire oltre che della sua natura più sofisticata, soprattutto del suo stretto rapporto con la piattaforma Netflix, cosa che potrebbe farne un bersaglio di pregiudizi da parte dei votanti più conservatori. Per l’incerto responso finale l’appuntamento è fissato per domenica sera, le prime luci dell’alba di lunedì per il pubblico italiano.