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I dieci cult della filmografia sportiva

Nella notte tra domenica e lunedì andrà in scena la finale del Super Bowl: New England Patriots vs. Los Angeles Rams. Intanto ripercorriamo le dieci migliori pellicole sullo sport

Nella notte tra domenica e lunedì andrà in scena la finale del Super Bowl, uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo. Per noi di HEYJUDE.it questa è un’occasione per ripercorrere brevemente il modo in cui hollywood ha saputo raccontare le emozioni che, ogni maledetta domenica, lo sport fa vivere a milioni di appassionati in tutto il mondo, passando in rassegna dieci titoli che un vero appassionato sportivo non può proprio perdersi.

10. TONYA (2017)

Verrebbe da dire: quando la realtà supera la finzione cinematografica. Questa volta hollywood non ha davvero dovuto inventare nulla, quanto limitarsi a mettere su pellicola uno dei più grossi scandali sportivi della storia degli Stati Uniti d’America. Siamo alla vigilia delle Olimpiadi invernali di Lillehammer 1994 quando l’ex pattinatrice americana Tonya Harding (interpretata dalla splendida Margot Robbie), precoce stella della disciplina, decide di tornare alle gare dopo il suo ritiro dalle competizioni, a seguito del deludente risultato conseguito alle Olimpiadi del 1992: fuori dal podio, perdipiù alle spalle dell’odiata connazionale Nancy Kerrigan. La rivalità tra le due con l’avvicinarsi dell’evento a cinque cerchi raggiunge il suo acme, la Harding riceve una lettera minatoria: la sua risposta sarà aberrante. In un circolo di violenza ed incomprensioni, l’entourage della Harding si adopererà per farla pagare alla rivale…

9. COLPO VINCENTE (1986)

La pellicola è ispirato alla vera storia della Milan High School che nel 1954 ottenne un’inaspettata vittoria nel campionato dello stato. Il protagonista (interpretato da Gene Hackman) è Dale Norman, un coach dal passato misterioso che approda in Indiana, dove la pallacanestro è religione. L’inizio è pieno di difficoltà vista la ritrosia ed in alcuni casi l’aperta ostilità della piccola comunità di fronte agli estranei e le nuove metodologie di allenamento del coach che faticano ad essere accettate. Difficoltà che esplodono dopo le prime partite nelle quali i risultati non arrivano, tanto che nel Paese viene chiesta una votazione per rimuoverlo dal suo incarico. Egli sembra cedere ma, grazie alla fiducia nelle sue qualità umane della professoressa Myra Fleener ed il sostegno di Jimmy Chitwood, il migliore giocatore della squadra, Dale viene mantenuto al suo posto. Una tipica vicenda da underdog che non può non emozionare.

8. L’ARTE DI VINCERE (2011)

Brad Pitt interpreta la figura di Peter Brand, un giovane tormentato ma geniale laureato in economia, che tenta di risollevare la situazione degli Oakland Athletics, una buona squadra di baseball che non può però competere con gli stratosferici budget di alcune franchigie. L’incontro tra il general manager della squadra ed il giovane Peter avviene dopo che la squadra, al termine di una buona stagione, si è appena vista depauperata dei suoi tre migliori giocatori. Come uscire dall’impasse? Brand, forte del solo appoggio di Beane, vuole costruire una squadra vincente basandosi più sulle sue statistiche che su nomi altisonanti, scatenando tensioni e malumori nell’organigramma del club, anche con il coach degli Athletics, Art Howe (interpretato da Philip Seymour Hoffman). Dopo un difficile avvio il sistema di Brand comincia a funzionare… riuscirà l’analitica interazione del gruppo degli Oakland Athletics a competere con le migliori franchigie della lega?

7. BORG VS MCENROE (2017)

Wimbledon 1980, da una parte c’è la perfetta e glaciale macchina svedese Björn Borg, dall’altra, l’esuberante statunitense (fino all’eccesso) John Mcenroe. Il film oltre che ripercorrere quella storica edizione svolta sul prato più famoso del mondo, torna indietro nel tempo mettendo in luce il differente percorso esistenziale che ha portato alla formazione di due assi della racchetta, così diversi, nel carattere come nello stile. La fatica ed il sudore che i due campioni hanno versato erano finalizzati ad un unico obiettivo: essere il migliore. Chi la spunterà?

6. INVICTUS (2009)

Sport e politica sono indissolubilmente legati in questo lavoro di Clint Eastwood. Sullo sfondo della coppa del mondo di rugby del 1995 in Sud Africa, la pellicola mostra le sofferenze vissute dal suo paese ospitante, diviso sul piano civile da anni di Apartheid ma che troverà nel suo carismatico leader politico Nelson Mandela (divenuto presidente dopo trent’anni di galera) e nella sua nazionale, guidata dal capitano François Pienaar (interpretato da Matt Damon): due esempi a cui stringersi e attraverso i quali superare le divisioni interne e riscattare il nome della nazione sul piano internazionale, gettandosi alle spalle decenni di isolamento e pregiudizi. La cavalcata della formazione di casa arriva all’Ellis Park di Johannesburg, dove gli Springbooks si ritrovano al cospetto dei maestri All blacks, pronti per giocare quella che sarà una finale memorabile.

5. RUSH (2013)

La Formula 1 è noiosa? Fate un viaggio nella storia di questo sport meraviglioso e fermatevi alla stagione 1976. Niki Lauda il calcolatore su Ferrari, sta dominando il mondiale, mentre il suo sfidante James Hunt (un James Deen made in UK), su Mclaren, a metà stagione accusa un distacco che pare incolmabile. Tutto finito? Macché! Poi arriva il Nurburgring, l’inferno verde, ed il fatidico incidente. Lauda è strappato dal fato e dal collega Arturo Merzario alle fiamme e alla morte. Il resto è leggenda, l’inglese recupera in pista in assenza del suo rivale, l’austriaco torna in tempi record a Monza, con il volto sfigurato, vincendo il dolore. Il duello si decide all’ultima gara al Fuji sotto un temporale da tregenda. Niki saprà affrontare i suoi fantasmi? E James coglierà la grande opportunità della sua carriera? Questa stagione saprà avvicinare due uomini dai caratteri così diversi?

4. MOMENTI DI GLORIA (1981)

Eric Liddel e Harold Abrahms sono due atleti britannici in procinto di partecipare alle Olimpiadi di Parigi 1924. Il primo è un fervente cristiano, il secondo un ricco ebreo. Per entrambi la corsa è più di un semplice sport, è un modo per rendere omaggio alla grandezza di Dio e al contempo un mezzo di riscatto all’interno della realtà un po’snob di Cambridge. A Parigi entrambi troveranno la gloria, pur tra mille problemi, diffidenze ed incomprensioni. Celeberrimo l’incipit (che è anche la scena conclusiva del film) in cui gli atleti britannici corrono sulla battigia accompagnati dalle memorabili note di Chariots of Fire del compositore greco Vangelis. Una colonna sonora senza tempo per un film da Oscar.

3. OGNI MALEDETTA DOMENICA (1999)

La trama di questo film non è memorabile. Gli Sharks di Miami sono una squadra della NFL che vive un momento di transizione, le vittorie sono lontane ed il presente vive di tensioni continue tra la dirigenza (la stupenda Cameron Diaz è il presidente), l’esperto coach Tony d’Amato e i giocatori. Perché guardarlo allora? Perché il coach è interpretato da sua maestà Al Pacino, ed il discorso motivazionale che tiene di fronte ai giocatori prima della decisiva partita contro Dallas è da brividi. Pochi minuti, regalati alla storia del cinema. Riusciranno gli Sharks nell’impresa?

2. FUGA PER LA VITTORIA (1981)

Bobby Moore, Osvaldo Ardiles… ma su tutto e tutti la rovesciata perfetta di Pelè. Sì, avete capito bene, Fuga per la vittoria è un vero e proprio kolossal, un inno al calcio degli anni settanta. La pellicola è la revisione holliwoodiana di una partita passata alla storia come “la partita della morte”: un incontro di calcio realmente tenutosi nei dintorni di Kiev nel lontano 1942, tra una squadra mista dei giocatori della Dinamo e della Lokomotiv di Kiev ed una composta da ufficiali tedeschi. La tagline del film Their Goal Was Freedom non rappresenta la realtà dei fatti di quello storico incontro, ma dà alla pellicola un tono esaltante: nel film infatti i giocatori sono dei prigionieri di guerra e si battono contro i Nazisti per la propria libertà. Nella formazione dei prigionieri figurano anche due star, stavolta del cinema e non dei campi da gioco, come Silvester Stallone (nel ruolo del portiere) e Michael Caine.

1. TORO SCATENATO (1980)

Il primo posto spetta di diritto a questo capolavoro diretto da Martin Scorsese che valse il premio Oscar a Robert De Niro per la sua straordinaria interpretazione del tormentato pugile italo americano degli anni cinquanta Jake Lamotta. La scelta del bianco e nero (pur essendo un film del 1980) e la magistrale interpretazione offerta da De Niro nei suoi tonanti eccessi d’ira, riescono mirabilmente a catapultare lo spettatore nell’atmosfera torbida ed un po’noir della New York degli anni cinquanta. Il film oscilla tra il ring e gli ambienti della malavita che finiranno per inghiottire il “oro del Bronx, tanto spietato sul ring, quanto vulnerabile nella vita privata. Toro scatenato non solo è un cult del cinema sportivo, ma è probabilmente uno dei migliori film di sempre.