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Janis Joplin, dal Texas a Woodstock

Janis Joplin è stata la prima donna rocker ad aver lasciato una parte della sua anima tra le strade del decennio hippy e a portare l’altra parte sui palchi di tutto il mondo

Janis Joplin

Settantasei anni fa nasceva Janis Joplin, la prima donna rocker ad aver lasciato una parte della sua anima tra le strade del decennio hippy e ha portato l’altra parte sui palchi di tutto il mondo. La giovane Janis cantava la sua emancipazione, il suo femminismo e il tanto rock & roll che aveva nelle vene. È entrata nel mito nel fiore degli anni (ventisette per la precisione, pochi vero?). Una ragazza che fa parte di un lungo elenco di personaggi che nella nostra memoria non invecchiano mai. Intatti nel tempo. Immagini iconiche che attraversano qualsiasi moda o tendenza.

Figlia dell’America Texana più profonda del dopoguerra, Janis studia ad Austin e si laurea in Scienze Sociali a metà degli anni sessanta. Da sempre appassionata di blues, inizia a cantare durante il periodo degli studi universitari: incide dei nastri, si esibisce in qualche locale. Insomma, fa la così detta (ed attualmente ignota ai più) gavetta. Finiti gli studi, nel 1965, grazie ad un produttore, entra in una band chiamata Big Brother and the Holding Company con cui si esibisce per un po’ di anni, riscuotendo un buon successo personale ed incidendo alcuni dischi. Tra i più importanti Cheap Thrills, album che scala le classifiche e si piazza al primo posto degli album più venduti negli Stati Uniti.

Nel 1969 inizia la sua carriera solista ma il carattere turbolento e la sua predilezione per l’improvvisazione, ancorché accompagnata da uno stile di interpretazione unico, la mettono in costante contrapposizione con i gruppi che la accompagnano. Fu una fervente sostenitrice dell’ideale hippy basato sul peace and love. Con molti altri cantanti e gruppi simbolo dell’epoca partecipò al Festival di Woodstock e al concerto in memoria di Martin Luther King: due eventi che sono entrati nella storia della musica contemporanea.

Janis si è sempre battuta per la difesa dell’uguaglianza fra bianchi e neri. Ha avuto una particolare ammirazione per la musica delle sue cantanti blues preferite e le ha costantemente sostenute. Perfettamente inserita nel contesto e nel clima sociale dell’epoca, si fece arrestare e processare per disturbo dell’ordine pubblico e per aver usato sul palco di un suo spettacolo un linguaggio osceno.

La cantante fu ritrovata priva di vita in un hotel di Hollywood nell’ottobre del 1970 a causa di un’overdose di eroina. Della sua vita privata si parlò molto in quanto ebbe diverse relazioni con Leonard Cohen e Jimi Hendrix. In totale incise quattro dischi, di cui due da solista. Qualche decina, invece, sono i dischi live e le raccolte pubblicate negli anni successivi alla sua scomparsa.

Una donna che ha vissuto con intensità la sua epoca e ne ha assaporato sino in fondo il significato profondo, tanto da diventarne uno dei simboli arrivati sino alla nostra di epoca. Chissà cosa direbbe del mondo attuale questa figlia dei fiori.

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