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Chi vuole essere Mick Jagger?

Chi sarà l’erede del leader dei Rolling Stones? Noi un’idea ce l’abbiamo: da Julian Casablancas degli Strokes a Adam Levine dei Maroon 5

«Preferisco morire piuttosto che ritrovarmi a cantare Satisfaction a sessantacinque anni», dichiarava Mick Jagger negli anni settanta. Oggi il frontman degli Stones di anni ne ha settantacinque e non solo canta ancora sui palchi di tutto il mondo quel capolavoro intitolato Satisfaction ma è sopravvissuto ai turbolenti anni settanta, vivendoli sino in fondo. È sopravvissuto a matrimoni molto chiacchierati e fidanzamenti vari e – ad oggi – conta ben otto eredi che si spartiranno il suo patrimonio terreno. E del suo patrimonio artistico, invece, chi sarà l’erede?

Una personalità come la sua, in grado di ridisegnare il modo di cantare e di stare sul palco, di fare carta straccia delle regole vivendo una vita memorabile è talmente magnetica da essere, magari involonatariamente, modello di riferimento per molti artisti che, nel tempo, ne hanno tratto ispirazione. Uno di questi sicuramente è Julian Casablancas, voce degli Strokes. Una rock band di tutto rispetto. Il timbro vocale di Julian, ma anche una certa somiglianza fisica sottolineata da alcuni tagli di capelli, ricordano moltissimo il primo Jagger. Non sapiamo se questo possa bastargli a candidarsi ad esserne l’erede artistico, ma le basi ci sono.

Senza spostarci dagli States, anche Adam Levine, leader dei Maroon 5, sicuramente ha visto ed ascoltato parecchio gli Stones. Forse potrebbe essere questo il motivo grazie al quale ha scritto Moves Like Jagger. Nel videoclip della canzone Mick compare più volte in immagini di repertorio e molti, compreso lo stesso Adam, ne imitano aspetto e movenze. Levine ha dalla sua un carisma ed una presenza scenica molto forte, un modo di cantare decisamente personale ed una popolarità ormai più che solida. Ed anche nel suo caso, il gossip ha sguazzato nella sua vita privata.

Ma anche dall’altra parte dell’Atlantico non mancano i candidati. Robbie Williams, per esempio. Performer di ottimo livello, animale da palcoscenico come pochi altri. Basta aver visto una sua esibizione per rendersene conto. Una vita fatta di eccessi, con giornalisti che lo hanno rincorso ovunque a caccia di notizie di qualsiasi genere. Brani che sono entrati nella storia del pop. Certo, l’essere diventato un padre di famiglia ha un po’ attenuato alcune sue eccentricità. Non troppo però.

E visto che siamo dalle parti di Manchester segnaliamo anche Matthew Healy, cantante dei The 1975. Probabilmente con un look più dark che rock, incanta il suo pubblico con movenze sinuose che ricordano moltissimo il leader degli Stones. Dichiarazioni molto discusse, uso di droga, set fotografici tra lapidi di cimiteri. Una personalità molto forte destinata a crescere in popolarità.

Chiudiamo con un altro leader-band inglese: Oliver Henry Burslem degli Yak. Siamo nel campo del british alternative rock, che già di suo colloca nell’area affine a Mick Jagger questo giovane cantante. Anche nel suo caso presenza scenica ottima, un’evidente somigliana fisica a Jagger ed un personale modo di cantare gli danno delle buone speranze per raccogliere l’eredità artistica del leggendario Mick.