in

Patti Smith, la diva-antidiva del rock

Una diva-antidiva, pienamente figlia dell’era impegnata in cui è cresciuta. Ancora oggi immagine iconica di sé stessa, onora con la sua quasi eterea presenza palchi e studi televisivi con il giusto contagocce

Patti Smith

Donne come lei, con il suo calmo ma deciso carisma, nel mondo del rock non ce ne sono poi così tante. Senza contare che essere ancora un simbolo nell’era degli youtubers è già di per se un traguardo. Ma in realtà, chi è Patti Smith? Facciamo un breve, ma necessario, riassunto della sua particolarissima vita.Nasce a Chicago il 30 dicembre 1946. È già ragazza madre quando scrive poesie. Vive con cinque dollari al giorno, dormendo in metropolitana o sulle scale esterne degli edifici. Per anni lavora un po’ come commessa in un negozio di libri, un po’ come critica in una rivista musicale. Poi riesce a entrare nel giro degli intellettuali newyorkesi (Andy Warhol, Lou Reed, Bob Dylan).

In queste poche righe si comprende già tutto. Una vita difficile, di quelle che ti segnano e che non dimentichi mai. Esperienze che ti segnano. Ambienti stimolanti che ti redimono. Un percorso decisamente molto anni ‘70. In quell’ambiente inizia facendo dei reading di poesie, che poi passa ad incidere trasformandoli in singoli. Il tutto la porta poi a pubblicare Horses, il disco che l’ha consacrata.

Nel 1977, in collaborazione con Bruce Springsteen, compone la celeberrima Because the Night. Mentre Bruce stava completando le registrazioni dell’album Darkness on The Edge of Town, Patti Smith si trova nello studio di fianco per registrare il suo terzo disco Easter. Non riuscendo a inserirla nella propria scaletta, il rocker regala la canzone all’amica che ne riscriverà il testo ne darà un’interpretazione poetica femminile tale da far entrare il pezzo nell’eterna storia del rock mondiale.

Patti Smith

«Il testo – racconta Patti – è nato in una sera. Avevo appuntamento telefonico con Fred (allora il suo fidanzato ndr.). Mi disse che mi avrebbe chiamata alle 18:00, e io ero in casa ad aspettare. Le ore passavano ma lui non chiamava, diventavo sempre più nervosa anche se non volevo ammetterlo a me stessa. Per passare il tempo, mi guardavo intorno e vidi la cassetta con all’interno la musica ideata da Bruce. La presi, la ascoltai. La musica era magnifica. Mi misi a scrivere il testo come in preda a una febbre, e venne fuori l’urgenza amorosa che mi travagliava. Fred chiamò, finalmente, alle 2:00 di notte. E la canzone era ormai finita».

Sono anni convulsi e di grandi successi. Nel 1979, a sorpresa, Patti annuncia il suo ritiro dalle scene ed il matrimonio con Frederick Dewey Smith al quale dedica una bellissima canzone, inserita nell’album Wawe, che porta il suo nome. Parrebbe tutto finito in gloria. E sarebbe anche bastato. Ma nove anni dopo, a sorpresa, pubblica Dream of Life. Quel disco contiene un altro brano celeberrimo: People Have the Power. Ancora oggi viene utilizzato come simbolo del potere che le masse possono esercitare. Indimenticabile e da brividi, sempre.

La sua vita è successivamente segnata dal dolore dovuto alla scomparsa di amici, familiari e anche del marito. Ma il suo impegno sociale non viene mai meno. Ne è un esempio la sua battaglia contro l’invasione del Tibet. Una diva-antidiva, pienamente figlia dell’era impegnata in cui è cresciuta. Ancora oggi immagine iconica di sé stessa, onora con la sua quasi eterea presenza palchi e studi televisivi con il giusto contagocce. Buon compleanno Patti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *