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Lo show catartico di Cremonini

Sotto i riflettori Cesare Cremonini si trasforma. Una macchina da pop, un animale da palcoscenico con movenze tratte dalla sua musa ispiratrice: Freddie Mercury

Cesare Cremonini al Palalottomatica, foto di Valeria Magri

«Il mio sogno fin da bambino è sempre stato quello di suonare negli stadi. Ci sono arrivato e ora voglio rimanerci». Così diceva Cremonini alla vigilia del primo dei quattro show estivi. Eppure l’impressione è che il cantautore emiliano abbia bisogno di una dose continua di adrenalina, per questo le poche date evento negli stadi non sono state sufficienti a placare il suo bisogno di fare spettacolo, ed ecco che lo vediamo tornare alla dimensione del palasport.

Questo ridimensionamento, però, è solo apparente, poiché il contenuto dello show e la sua esecuzione continuano ad essere di caratura elevatissima. Probabilmente la miglior performance che si possa offrire ad un pubblico all’interno di una venue indoor come i palasport sia dal punto di vista scenografico che sonoro. Le oltre due ore e mezza di show sono praticamente un Ctrl+V di quello portato in tour la scorsa estate: un viaggio attraverso le tappe di Cesare (ragazzo trentottenne con problemi di cuore) e di Cremonini (rockstar e showman).

A trasparire molto di più oggi rispetto allo show di questa estate è il suo elemento umano, forse perché Cesare si sente più a suo agio, a tal punto da aprirsi al pubblico come fosse ad una seduta psichiatrica. «La mia carriera non è sempre stata semplice come lo è oggi. Ho passato dei momenti difficili agli inizi», dice seduto al piano subito dopo aver eseguito Momento silenzioso, la vera chicca in una setlist costellata interamente da hit storiche (da La nuova stella di Broadway a 50 Special e Un giorno migliore)

Cesare Cremonini al Palalottomatica, foto di Valeria Magri

Cremonini nella sua carriera ha tirato molti rigori, ma mai come questa volta è riuscito a centrarli tutti in rete. Oggi, quindi, non c’è da sorprendersi se è il numero dieci del pop italiano, o il Freddie Mercury nostrano; perché è vero, è sempre rischioso accostare il frontman più iconico della musica ad un altro cantante, ma se c’è qualcuno che può rispecchiare la sua attitudine, le sue movenze e il suo modo di tenere il palcoscenico, quello è proprio Mr. Cesare Cremonini che, non a caso lo porta sempre con sé, sotto pelle, sul braccio. Lui che durante la carriera sentiva di essere Robin ma possiamo dire che è riuscito in un’impresa degna di un supereroe da hall of fame, altro che spalla di Batman.

Cesare Cremonini
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