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Cinque opere cult per festeggiare l’ammartaggio

Dal capolavoro di Ridley Scott con Matt Damon a “Life on Mars?” di David Bowie: ecco le cinque opere cult per festeggiare l’ammartaggio di InSight

Nemmeno quarantotto ore fa il lander InSight ha completato con successo il suo “ammartaggio”, con l’obiettivo di studiare l’interno più profondo del pianeta. L’arte però, in questo caso il cinema e la musica, come spesso accade, aveva già anticipato esperti e scienziati della NASA, approdando sul mitico pianeta rosso ben prima della suddetta sonda spaziale.

Il cinema è stato sempre affascinato dalla conquista dello spazio, ed il racconto di queste fantomatiche imprese ha anticipato la realtà dei primi viaggi spaziali di almeno cinquant’anni, come dimosta la celebre pellicola del 1902 di George Melies Viaggio sulla luna. L’allunaggio divenne poi realtà una sera d’estate del 1969, ed ecco che allora i registi hanno spostato progressivamente l’attenzione dal nostro splendido satellite, verso altri mondi celesti da conquistare. Il Pianeta Rosso è divenuto, soprattutto in questi ultimi decenni, di gran lunga l’ambientazione privilegiata dal cinema di fantascienza. Eccovene cinque testimonianze.

Pianeta Rosso (2000)

Corre il 2057 e la Terra a causa della sovrappopolazione e dell’inquinamento è diventato un luogo inospitale, per questo motivo si decide di colonizzare Marte, modificandone l’atmosfera, per renderlo a prova di umani, effetto ottenuto grazie all’invio di particolari alghe modificate sul Pianeta Rosso. Improvvisamente però il livello di ossigeno inizia inspiegabilmente a calare ed una squadra di astronauti viene inviata ad investigare. La missione scientifica diventerà, neanche a dirlo, una lotta per la sopravvivenza. Tra i membri dell’equipaggio spiccano i volti noti di Van Kilmer e Simon Baker (protagonista della serie televisiva The Mentalist).

Atto di forza (1990)

Quaid, un operaio edile (Arnold Schwarzenegger) per svelare le motivazioni che lo spingono a sognare una scena ricorrente, che vede protagonisti due astronauti su Marte, di cui uno muore tragicamente a seguito di una caduta, decide di rivolgersi ad una compagnia capace di impiantare false memorie di viaggi mai avvenuti attraverso un avanzato tipo di realtà virtuale. Grazie a questo stratagemma Quaid visita Marte. È l’inizio di una serie di peripezie a cavallo tra finzione e realtà.

Mars Attacks! (1996)

La pellicola del regista Tim Burton è una parodia dai toni macabri della fantascienza degli anni cinquanta. Anche l’orda di marziani bellicosi, protagonista del film, che attacca il nostro pianeta sfruttando l’incapacità di un Presidente Americano (interpretato da Jack Nicholson) da barzelletta, è ispirata ad una serie di figurine dell’epoca.

John Carter (2012)

La Disney dà vita ad una pellicola ispirata al personaggio di un fortunato ciclo di narrativa fantascientifica di inizio novecento: John Carter di Marte, sfortunatamente questo film si rivelerà uno dei più grossi flop della storia della nota casa di produzione americana. Il protagonista è un veterano della secessione americana che viene catapultato misteriosamente sul pianeta Barsoom (ovvero Marte). Lì John Carter entra a far parte di un conflitto in corso tra gli abitanti del pianeta alieno, diventando l’eroe di Barsoom.

Sopravvissuto – The Martian (2015)

Il dramma diretto da Ridley Scott ed interpretato da Matt Damon è probabilmente la più accurata e verosimile pellicola che ritrae il Pianeta Rosso. È la storia dell’astronauta Mark Watney che a seguito di una tremenda tempesta di sabbia viene creduto morto e per questo abbandonato dal resto dell’equipaggio. Mark in realtà è ancora vivo, nella scomoda posizione di trovarsi solo e su di un pianeta ostile. Dovrà usare tutto il suo ingegno, avendo a disposizione una limitata quantità di risorse, per sopravvivere.

Anche per cantanti e musicisti il pianeta rosso è stato di forte ispirazione artistica. Il cantautore milanese Gianluca Grignani nel 1995 immagina su note struggenti un treno per Marte “che binari non ha”, solo due anni dopo l’havy metal dei Misfits risuona attraverso il brano Mars Attacks ispirato all’omonimo film del 1997. Questi esempi sono poca cosa rispetto a quanto però compiuto qualche anno fa da Will.i.am, uno dei componenti dei Black Eyed Peas, grazie alla sonda Curiosity. Il suo brano Reach for the Stars è stato infatti trasmesso in anteprima dal rover della NASA direttamente dal Pianeta Rosso non appena atterrato, facendo del brano in questione il primo ad essere trasmesso da un altro pianeta.

Ma se parliamo di musica e di Marte non si può non dedicare un capitolo a David Bowie ed alla sua intramontabile Life on Mars?. Questo criptico brano del 1973 divide ancora gli appassionati sul suo vero significato. Per alcuni parla di una ragazza rifiutata dalla società per le sue idee e che pensa quindi di scapparsene perché no su Marte, altri ancora hanno cercato dei riferimenti politici ed ipotizzato una metafora tra l’URSS comunista ed il Pianeta Rosso, in questo senso “c’è vita su Marte?” Sarebbe da intendersi come: è giusto vivere sotto l’oppressione di un regime?.

La terza soluzione, quella più poetica, è probabilmente anche quella che più si avvicina alla realtà. Il pianeta Marte della canzone probabilmente non è altro che la speranza che alberga interiormente presso ognuno di noi che esista una realtà migliore e alternativa al mondo in cui viviamo. La domanda che la ragazza protagonista del brano si pone diventa in questa interpretazione un auspicio di speranza ed un moto dell’animo a non assuefarci al grigiore della realtà quotidiana e alle ingiustizie della società.