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Dai Rolling Stones a Billy Idol, i flop discografici delle migliori band

Ebbene sì, anche le grandi band almeno una volta nelle loro carriera hanno floppato. Da “Their Satanic Majesties Request” dei Rolling Stones a “Cyberpunk” di Billy Idol, i flop più clamorosi delle migliori band

Ebbene sì, anche le grandi band almeno una volta nelle loro carriera hanno floppato. È successo ai Rolling Stones con Their Satanic Majesties Request, a Bruce Springsteen con Lucky Town e Human Touch e, l’anno dopo, a Billy Idol con Cyberpunk. La lista dei flop discografici è lunghissima: abbiamo selezionato i più clamorosi.

ROLLING STONES – THEIR SATANIC MAJESTIES REQUEST

Nel 1967 gli Stones cercarono di cavalcare l’onda della psichedelia e delle sperimentazioni sonore con Their Satanic Majesties Request, il più grande passo falso della loro lunga carriera. Ad aggravare la situazione l’uscita datata pochi mesi prima di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, l’album che per un intero anno sposto tutta l’attenzione mediatica sui Beatles andando ad accantonare (almeno in Inghilterra) tutta la produzione discografica di quell’anno. Il disco fu un modesto successo commerciale e un completo fallimento artistico. Rischiò di mandare in bancarotta la credibilità artistica della band che venne additata come un gruppo di imitatori. Dodici mesi dopo gli Stones pubblicarono Beggars Banquet, con cui tornarono ad essere gli Stones.

U2 – POP

Si avete letto bene, anche gli U2 hanno floppato. Il passo falso della band irlandese (oggi la più grande rock band al mondo a livello di numeri) è datato 1997 e l’album incriminato porta il nome di Pop. Buone forse le intenzioni, pessimo l’esito. La scelta di affondare il loro rock in arrangiamenti elettronici sembrava forzata se non fuori luogo e oggi rappresenta probabilmente il più grande sbaglio di Bono e soci in oltre quarant’anni di carriera.

OASIS – BE HERE NOW

«Be Here Now flop che ha venduto nove milioni di copie», parola di Noel Gallagher. Be Here Now è stato uno dei lavori discografici più attesi della storia del rock. Dopo Definitely Maybe e (What’s the Story) Morning Glory? le aspettative erano altissime ma purtroppo la band di Manchester non ha saputo mantenere il livello dei primi due dischi (o meglio, capolavori degli anni ’90). Nonostante le vendite siano andate benissimo l’album risulta (e qui citiamo le parole utilizzate dai tabloid inglesi) pomposo e iperprodotto.

Oasis, 1997

BRUCE SPRINGSTEEN – LUCKY TOWN & HUMAN TOUCH

Siamo tutti d’accordo che Bruce Springsteen è il più grande songwriter di tutti i tempi (ovviamente dopo Bob Dylan), ma siamo anche d’accordo (spero) che Lucky Town e Human Touch – usciti lo stesso giorno dello stesso anno – sono il peggio della sua discografia. L’assenza degli E Street Band portò Springsteen a cercare nuovi percorsi sonori: quello del soul e della musica nera con Human Touch e quello dei suoni scarni con Lucky Town. I fan rimasero delusi. Le canzoni belle non mancavano, ma mancava la forza dei suoi compagni di studio (e di palco).

BILLY IDOL – CYBERPUNK

Non sono un grande amante dei concept album e quello realizzato da Billy Idol nel 1993 è forse il peggiore se parliamo di grandi nomi della musica. Quell’anno l’ex Generation X pensò che fosse giunta l’ora di dare una svolta avveniristica alla musica e cavalcare l’incombente rivoluzione di internet e dell’elettronica di massa. Pubblicò Cyberpunk, un lavoro che voleva essere il Blade Runner del rock, una (nelle intenzioni) avveniristica opera in cui il rock doveva preparasi al terzo millennio. Il flop fu clamoroso: suoni elettronici, effetti sonori da videogiochi e una cover pessima di Heroin dei Velvet Underground (ascoltare per credere).