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Dark Polo Gang, Sfera Ebbasta e Ghali: la trap si è presa i palasport

Mentre Childish Gambino racconta la sua America, la Dark Polo Gang, Sfera Ebbasta e Ghali riempiono i palasport cambiano la musica italiana

Dark Polo Gang

Abbiamo bisogno di carattere. In un decennio dove funziona tutto ciò che fa riferimento al passato, non importano le capacità canore, non importa il testo e tantomeno saper suonare uno strumento. Diventa però di fondamentale importanza la corrente artistica dei tatuaggi che hai addosso, il brand di lusso che ti veste, il colore è il taglio dei tuoi capelli e i carati degli accessori che metti al collo o alle mani (o sui denti?). L’uomo si evolve e indottrina, deforma, adatta i propri gusti in finzione di ciò che sente: l’auto-tune, per esempio, è diventato una forma di espressione e non solo una necessità, soprattutto se il tuo nome è Post Malone e non hai certo problemi di intonazione.

Nel decennio in cui l’influencer diventa un mestiere, la musica diventa un business e gli artisti dei brand in movimento che generano e spostano milioni di euro. Pensiamo a Liberato, per esempio: uno che fa roba interessante, per carità, ma che, se non avesse un cappuccio e un mondo pronto a sposare la causa intasando il lungomare di Napoli per vederlo (ammesso che ad esibirsi sia lui), non sarebbe di certo sulla bocca e sulle pagine di tutti. A parità di fenomeno, Liberato funziona anche dopo i Cani, Cambogia e, guai dimenticarli, i mitici Gorillaz.

Poi c’è chi invece la faccia la mostra con spavalderia, ed è il caso dei nuovi trapper del panorama italiano. Capo Plaza è in cima alle classifiche con brani che non ricordano i Dream Theatre ma sinceramente neanche Kendrick Lamar. Sfera Ebbasta è uno che è facile da criticare ma che, ammettiamolo, se lo si vedesse per le vie della propria città, ci si girerebbe e forse, gli si chiederebbe di fare un selfie insieme. La Dark Polo Gang di Tony Effe, che a detta di Fabri Fibra «dovrebbe fare più musica e meno Instagram Stories», ha contribuito all’incremento del fatturato di Gucci nella capitale. Ghali, che in questo scenario, scrivendo di tematiche più profonde (niente MDMA), sembra diventato una sorta di Mogol, solo vestito più figo e con i rasta.

È finito il tempo di Marco Carta, Emma e Scanu, i nuovi fenomeni dei giovani non suonano da Maria (o meglio, lo fanno da ospiti). Nei prossimi mesi cercheremo di capire se il popolo di Spotify convertirà i numeri di ascolti in partecipazioni ai concerti dei beniamini. Ghali sta intraprendendo proprio ora un lungo tour nei palasport che gli sta dando ragione, seguiranno gli altri. La Dark Polo Gang approderà nei grandi club a febbraio, cinque le date: Torino, Milano, Firenze, Modena e Roma. Sfera Ebbasta invece è atteso nei principali palasport ad aprile: il 17 al Palalottomatica di Roma, il 19 al PalaPartenone di Napoli e il 27 al Mediolanum Forum di Milano. Staremo a vedere se alle collane d’oro e ai dischi di platino (digitali), seguiranno i sold out.