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Il primo San Siro di Cesare Cremonini tra pop e magia

«È veramente straordinario trovarsi di fronte ai propri sogni che diventano realtà», confessa ai sessantamila di San Siro. La review dello show-viaggio di Cesare Cremonini

Un uomo nato per stare sul palco, questo è Cesare Cremonini. Da sempre, sin dai tempi remoti dei Lúnapop. Lui che è arrivato a San Siro percorrendo la strada più dura, quella della gavetta. Niente talent e salti nel vuoto, ma solamente piccoli passi: prima le piazze, poi i palasport.

La prima data del Cremonini Stadi 2018 è stata spettacolarmente perfetta. Sull’intro i maxischermi mostrano la passeggiata verso il palco di Cesare, con tanto di scarpette argentate. Sì, perché va detto anche questo: il ragazzo ama gli abiti di scena luccicanti. Un boato lo accoglie: lo stadio è suo. Si siede al piano ed inizia con Possibili scenari, brano che dà il titolo all’ultimo suo lavoro in studio. Lui è uno di quelli che ha sempre lavorato e scritto riuscendo a sposare felicemente la sua spiccata impostazione da cantautore con arrangiamenti e sonorità sempre ricercate lontane dalle mode del momento, ma anche da quelle dei suoi padri inspiratori.

Possibili scenari è solo l’inizio di una grande festa che durerà oltre due ore. Segue Kashmir-Kashmir e Padre Madre. L’emozione non manca e Cesare lo confessa senza vergogna: «Ciao San Siro. È veramente straordinario trovarsi qua, di fronte ai propri sogni che diventano realtà. In questi giorni gli amici continuavano a domandarmi: “Hai paura?”. Mentre salivo queste scale mi sembrava di tornare a casa».

Cesare Cremonini

Sul palco ben undici tra strumentisti, coristi e sezione fiati a rendere la musicalità centrale. Il palco è immenso e si snoda per tutto il parterre con una passerella centrale e due laterali dalle quali compare più volte o per cantare voce, piano e pubblico o voce, chitarra e pubblico. Un coro costante. Un bellissimo pubblico, va detto anche questo, eterogeneo e con tanta voglia di divertirsi. Del resto i quasi vent’anni di carriera di Cremonini sono una lista lunghissima di successi che tutti conoscono ed amano. Pezzi come Logico, Mondo, Una Come Te e 50 Special, sempre unici e originali.

A chiudere arrivano tre assi, Marmellata #25, Poetica e Nessuno vuole essere Robin. Ma il pubblico non è ancora sazio e quindi Cesare risale sul palco per un bis e con un secondo brano dal repertorio dei Lúnapop, Un giorno migliore. Uno show-viaggio con cui Cremonini ha ripercorso i vent’anni di carriera. Un viaggio iniziato alla fine degli anni ’90 e culminato di fronte ai sessantamila del tempio del rock. Ma ora si riparte, prossima fermata Roma, Stadio Olimpico.