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Oscar 2018. Guida al miglior film: “Dunkirk” (ma non solo)

Dunkirk

Mancano solo pochi giorni all’evento più atteso da tutti gli appassionati di cinema: la Notte degli Oscar. Domenica 4 marzo infatti nella Città degli Angeli verranno consegnati (quando in Italia sarà già notte fonda) per la novantesima volta i prestigiosi Academy Awards.

Un anno fa ci eravamo lasciati con il film-musical La La Land, pluripremiato, che però mancò, non senza polemiche, la statuetta più ambita quella per il miglior film andata, dopo l’ormai celebre mistake della busta, alla pellicola Moonlight. Chi sarà il suo successore? Proviamo a scoprirlo insieme.

Quest’anno i candidati al titolo di miglior film sono nove, ma la critica internazionale sembra concordare sul fatto che la pellicola The Shape of Water è quella che ha più chance di ottenere questo prestigioso titolo. Diretto da Guillermo del ToroThe Shape of Water si presenta, forte del record di nominations tra i film in gara (ben tredici), come un titolo sospeso tra dramma e fantascienza, narrando l’inusuale storia d’amore, ai tempi della Guerra Fredda, tra una giovane donna muta, Elisa, impiegata come donna delle pulizie in un laboratorio scientifico, ed una creatura anfibia di grande intelligenza e sensibilità che sopravvive in cattività presso lo stesso laboratorio. Già vincitore della palma d’oro come miglior film a Venezia, questo film sembra avere tutte le carte in tavola per puntare al bersaglio grosso.

Dietro però gli avversari non stanno a guardare: particolarmente acclamata è la black comedy di Martin McDonagh,Tre Manifesti ad Ebbing, Missouri, che racconta i metodi poco convenzionali con cui una madre (interpretata da una grande Francis McDormand) decide di sollecitare la polizia locale ad indagare sul delitto della figlia, ancora senza un colpevole. Ottimo successo di pubblico anche per  la commedia adolescenziale Lady Bird (debutto alla regia di Greta Gerwig), ottenuto soprattutto grazie alla bella interpretazione offerta dall’attrice Saoirse Ronan impegnata, nella pellicola, a districarsi tra i suoi ultimi mesi di liceo ed un conflittuale rapporto con la madre.

Non si possono poi dimenticare i due film a sfondo storico: il kolossal Dunkirk di Christopher Nolan (il regista di Interstellar e de La trilogia del cavaliere oscuro) e L’ora più buia diretto da Joe Wright. Il secondo conflitto mondiale è il protagonista neanche troppo sotterraneo di entrambi i titoli. Il film di Nolan racconta la rocambolesca operazione di ripiegamento organizzata sulle spiagge di Dunkirk dalle truppe britanniche assediate dall’esercito tedesco ed offre, tra i suoi aspetti più impressionanti, la scelta operata dal regista di girare in esterni dove gli eventi hanno realmente avuto luogo e l’utilizzo della tecnologia IMAX insieme a quella della pellicola 65mm. Il secondo titolo invece, ambientato curiosamente nello stesso anno di Dunkirk (1940), narra invece i primi difficili giorni del nuovo Primo Ministro inglese Winston Churchill, interpretato magistralmente da Gary Oldman (favorito per il premio di miglior attore?) sospeso tra la decisione di negoziare  un trattato di pace con il nemico nazista (ormai alle porte) o continuare la guerra, fino alla fine, contro ogni previsione.

Più staccati appaiono invece Il filo nascosto di Paul Thomas Anderson, film ambientato all’internob dell’industria della moda londinese degli anni ’50 e che vanta, nel ruolo del sarto Reynolds Woodckock protagonista della vicenda, un interprete d’eccezione come il tre volte Premio Oscar Daniel Day Lewis, e l’horror politico Scappa-Get Out di Sean McKittrick, vero outsider della gara.

Ancora qualche parola per presentare gli ultimi due candidati. The Post, film diretto dal maestro Steven Spielberg, che narra la vicenda della pubblicazione dei Pentagon Papers e si giova della partecipazione di due punte di diamante della recitazione, come i sempreverdi Maryl Streep (giunta alla sua ventunesima candidatura come migliore attrice protagonista, un record) e Tom Hanks.

Per ultimo (ma non in ordine d’importanza) ecco anche un po’ di tricolore con il film Chiamami col tuo nome del regista siciliano Luca Guadagnino, già autore di A Bigger Splash e del controverso film a tinte erotiche Melissa P. Chiamami col tuo nome è la vicenda di Elio Perlman, un diciassettenne italoamericano di origine ebraica, che vive con i genitori nella loro villa del diciassettesimo secolo e la cui esistenza è stravolta dall’arrivo di Oliver, uno studente ventiquattrenne che sta lavorando al dottorato con il padre di Elio, docente universitario. Elio viene immediatamente attratto da questa presenza che si trasformerà in un rapporto che cambierà profondamente la vita del ragazzo.

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