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Lo strano gioco elettropop dei Twenty Øne Piløts

Il nuovo lavoro del duo statunitense è forte, forse fortissimo, e rispecchia perfettamente cosa piace e ci piace della musica contemporanea: la review di “Trench”

Era il 2015 quando i Twenty Øne Piløts irrompevano a gamba tesa nel panorama musicale mondiale con loro album Blurryface. Un gruppo che in realtà è una diade perfetta che coniuga una batteria potentissima, un basso dagli effetti roboanti e una voce che ipnotizza l’ascoltatore. Il vero successo di quell’album fu quello di riunire un’audience di riferimento davvero vasta, dagli amanti del rap a quelli del reggaeton, dai fan del pop anni ’10 fino ai metallari più convinti. Tyler Joseph e Josh Dun avevano l’arduo compito di ripetere questo successo cercando di non cadere nella classica marchetta di gruppo unidirezionale e possiamo affermare con sicurezza che hanno superato l’esame a pieni meriti.

Trench, il nuovo lavoro della band, è un album estremamente più maturo, a tratti più cupo, ma che perfeziona tutte le cose belle che i Twenty Øne Piløts ci avevano già mostrato. La voce di Tyler sembra più forte grazie all’uso preciso della tecnica scream e il suo rappato potrebbe far invidia a tanti artisti. Jush è il solito martello con la batteria, e il suo più grande merito è quello dinadattare la sua classe ad ogni stile. Infatti, le quattordici tracce di Trench ci spiazzano costantemente, trasportandoci in mondi musicali lontani tra loro, ma tutti uniti da un filo comune che è il loro stile quasi grottesco e che ricorda il cinema horror: se i Twenty Øne Piløts potessero rappresentare un periodo dell’anno sarebbe sicuramente i giorni di halloween.

La lunghezza dell’album non distoglie l’attenzione, ma anzi ci tiene sempre sulle spine nell’attesa di capire cosa succederà nella prossima traccia (nota di merito va alla bellissima copertina). Insomma, Trench è un album forte, forse fortissimo, che rispecchia perfettamente cosa piace e ci piace della musica contemporanea, ovvero il potere di stupire l’ascoltatore e di non catalogarsi in un settore musicale obbligato ed uscire dagli schemi, cosa che i Twenty Øne Piløts fanno con estremo gusto e raffinatezza, proclamandoli come le chimere dell’alternative hip pop.