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“Gli incredibili 2” è un film super (politico)

Le avventure della “normale” famiglia di supereroi più famosa dell’universo torna sugli schermi per parlare di gay, neri, cibo spazzatura e crisi economica

È uscito nelle sale il sequel de Gli incredibili, il capolavoro firmato dalla Pixar di John Lasseter. «Capelli, tessuti, capelli e tessuti bagnati. Le cose più difficili da riprodurre (in computer grafica ndr.) sono presenti ne gli Incredibili», dichiarava John Lasseter in un documentario sulla Pixar riferendosi al primo film sulla famiglia di supereroi. Nel frattempo di acqua sotto ai ponti ne è passata e anche qualche accusa molto grave nei confronti di mr. Lasseter.

Tuttavia, come prima, più di prima, il team di storytellers più intellettuale del pianeta Terra torna a parlare ai grandi più che ai piccini. Tra le righe di una pellicola interessante, seppur meno emozionante del primo capitolo, c’è molto di più: ci sono connettori del tessuto sociale, c’è politica, c’è cultura. Non c’è più invece quella magia e nemmeno la perizia magistrale dei direttori nel sottrarre alla vista le chiavi di lettura più profonde (ma probabilmente a cambiare sono semplicemente i miei occhi e, ahimè, la mia età).

Eravamo rimasti in una città in subbuglio, con i nostri supereroi pronti a sculacciare un nuovo nemico, il Minatore. Ma ovviamente nel lontano 2004, non c’era Trump, non c’era il fenomeno del coming out seriale, essere gay non era un super potere e non c’erano dei super gay che spingevano ad uscire allo scoperto. Per cui il Minatore viene messo K.O. in un attimo ed è lì che inizia Gli Incredibili 2.

Le cose sono cambiate dunque anche nell’universo di Mr. Fantastic ed Elastigirl, anzi: di Elastigirl e Mr. Fantastic. Ora è lei che sconfigge i cattivi mentre lui è a casa a stirare, fare i compiti di algebra con Flash che non ne vuole sapere di mangiare le verdure e che cerca solo cibo spazzatura (tema sempre attuale in America), affrontare l’adolescenza di Violetta con le sue tempeste ormonali e le prime cotte, ma soprattutto Jack Jack, l’ultimo arrivato, che inizia a manifestare quei poteri che i genitori credevano non avesse. «Cosa devono fare? Nascondersi forse? Sono nati così e devono esprimere la loro natura», dice Bob durante una discussione con sua moglie.

Intanto politici e poliziotti li ostacolano (forti della cessazione del programma di protezione governativo per i supereroi). Eh sì, perché se alla fine de Gli Incredibili la famiglia è composta da star ormai benestanti in grado di poter dare un futuro anche ad un terzo figlio, beh, ora la crisi (in questo caso dei supereroi) li tocca a tal punto da costringerli in un motel che dovranno lasciare in sessanta giorni. Siberius, il supereroe (di colore) in grado di congelare qualsiasi superficie, nel frattempo offre ospitalità in casa sua alla famiglia (bianca) in difficoltà, sovvertendo e ribaltando la situazione odierna. Ben presto un fanatico di supereroi, Winston Deavor, insieme a sua sorella Evelyn, offrono ad Elastigirl la possibilità di cambiare le sorti della sua famiglia; per riportare interesse intorno ai Super è necessario mostrare le loro gesta a tutta la popolazione.

Escono dunque allo scoperto tutti quei supereroi che avevano visto la loro diversità come un complesso da estirpare con la forza e l’orgoglio (che in inglese si dice pride) di manifestare il loro essere. I Super tornano sotto i riflettori e vengono montate delle micro camere sopra la nuova tuta di Elastigirl per immortalare la lotta al crimine, rappresentato nella storia da un nuovo temuto antagonista. Anche lui è un cattivo 2.0: si chiama Ipnotizzaschermi, ed è il vero nemico della società.

Inutile andare a descrivere le analogie con il mondo dei mass media, in grado di cambiare la percezione della realtà. Molto più interessante è invece la scelta di un cattivo che sostanzialmente non esiste (e non spoileriamo altro), perché se è nota da sempre la capacità degli animatori Pixar di creare una gamma di personaggi che avvolge la storia in un intreccio di figure complementari dove il/i cattivo/i ha/hanno l’opportunità di prendersi comunque un ruolo centrale, beh stavolta è ben chiaro che Lasseter ha intenzione di depotenziare il valore carismatico del nemico e di farlo vivere attraverso i buoni e addirittura i Super. I nemici sono dunque gli schermi e chi li manipola, gli oppressori della diversità e i fautori di una nuova prigionia, ovvero l’immobilità di pensiero.

Il film comunque si conclude con un messaggio di speranza: senza dire troppo, alla fine il bandolo della matassa lo trovano i giovani, le nuove leve. I piccoli, che non riescono a risolvere i problemi della loro età, alla fine risolvono i problemi dei grandi. Comunque già dalle prime battute è chiaro che sarà più difficile sconfiggere la timidezza di Violetta (per dirne una) che un nemico con i super poteri.

In generale film molto interessante, dove i messaggi neanche troppo subliminali, la fanno da padrone nella vicenda (in una delle sequenze finali si intravede tra i sostenitori del nuovo progetto a favore dei Super, un personaggio molto simile al presidente uscente degli Stati Uniti, Barack Obama). Non che non debbano esserci messaggi dunque, sia chiaro, ma certe scene operano una sorta di metateatro nello spettatore più attendo. Spesso, durante la proiezione, mi sono sentito espropriato dalla storia e portato tra le pagine del New York Times. Gli Incredibili 2, in sintesi, è un film super (politico).